Miscellanea grafica

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12/04/07

Grivna








L' attuale moneta dell' Ucraina ha un' origine scita. Così era chiamata, infatti, la collana rigida che usavano gli Sciti.

Chi erano gli Sciti?


Nell' VIII secolo a.C., un gruppo di tribú nomadi indo-iraniche provenienti dalla Transoxiana penetrò in Europa orientale, stabilendosi a sud della Russia bianca, tra la catena montagnosa dei Carpazi e il fiume Boristene (Dnepr), scacciandone le popolazioni indigene o sottomettendole. Erodoto li descrive come abili cavalieri, feroci guerrieri e ricchi pastori, entrati presto in contatto con gli avamposti commerciali fondati sulle coste del Mar Nero dalle città mercantili greche. Lo storico tramanda che il loro nome era scoloti, ma che i greci li chiamavano sciti. Col nome di Scizia la storiografia antica indicava il territorio dal Danubio fino al Don, controllato militarmente da queste tribù nomadi, di cui Erodoto fornisce un elenco: Callipidi oppure Ellenosciti, Alasoni, Sciti-aratori, Sciti-coltivatori, Sciti-nomadi e Sciti reali. Nel 512 a.C., il re Dario organizzò una spedizione punitiva contro di esse, infastidito dalle loro continue incursioni e razzie sul suolo persiano, ma fu costretto a una disastrosa ritirata, di fronte all'animosità di questi guerrieri. Insieme con il pesce salato, il miele e le pellicce, gli sciti esportavano nel Ponto ellenizzato, e da lí nel resto del mondo greco, gli echi di costumi religiosi inconsueti e ancestrali, che Erodoto ha osservato e registrato con avida curiosità di etnologo.
Un' interessante dissertazione su cosa costituisse mai il théleia nòsos ("malattia femminile") degli Sciti, di cui parla lo storico greco Erodoto (490/480-430/420 a.C.) nelle sue Storie (a I 105 e IV 67).
Per chi conosce il latino, ecco il saggio sugli Sciti di Christian Gottlob Heyne.
Per dimostrare che si trattava di altra cosa dalla sodomia, Heyne esamina quindi tutte le attestazioni antiche della "malattia femminile" (liquidando però un po' alla chetichella lo pseudo-Longino, che nel Del sublime, XXVIII 4, la pensa diversamente da lui...), verificando che si trattava di un fenomeno diverso.
Per dimostrare il suo punto, l'autore stabilisce anche interessanti paralleli etnografici coi popoli "barbari" della Russia del suo tempo (dai mongoli ai camciàtchi), notando come anch'essi conoscessero forme di sciamanesimo simili a quello degli Sciti, andando facilmente affetti da "accessi isterici o epilettici".Ciò detto, Heyne conclude che quanti tra gli Sciti furono affetti dal "morbo delle donne" furono semmai vittime di malattia "melancolica o isterica o di altro tipo nervoso" che perturbava loro la mente, spingendoli a vestirsi e comportarsi da donne.
Malattia mentale, dunque, non vizio sodomitico (p. 36).
L'origine degli sciti
Da quanto narrano gli sciti, il loro popolo sarebbe il più giovane. Nel loro paese allora deserto sarebbe nato un uomo chiamato Targitaos, il cui padre - cosa per me non credibile - era Zeus e la madre una figlia del fiume Boristene. Targitaos avrebbe avuto tre figli, Lipoxais, Arpoxais e Colaxais. Sotto il loro regno piovvero dal cielo degli oggetti d'oro: un aratro con il giogo, un'ascia a doppio taglio e una coppa. Il più anziano si avvicinò per prenderli, ma l'oro divenne incandescente, al secondo capitò la medesima cosa, ma quando si avvicinò il terzo l'oro era raffreddato. In conseguenza di ciò, i fratelli maggiori cedettero al giovane Colaxais il regno (§ 5).
Usi di guerra
Gli sciti hanno questi usi di guerra: quando abbattono il primo nemico, ne bevono il sangue; le teste di tutti quelli uccisi in battaglia vengono portate al re. La testa viene scuoiata in questo modo: si taglia a tondo intorno alle orecchie, poi si afferra la testa e si strappa la pelle. Essa viene raschiata con una costola di bue, poi conciata come un tovagliolo; la appendono alle briglie del cavallo, come motivo di orgoglio. Molti usano togliere la pelle con le unghie alla mano destra dei cadaveri nemici e ne fanno dei coperchi per le faretre: sembra che la pelle di uomo sia la più bianca, spessa e lucente di tutte le pelli. Utilizzano anche il cranio dei nemici più accaniti: lo puliscono, lo foderano di cuoio e lo indorano, e lo usano come bicchiere (§ 64).
Il giuramento
Quando gli sciti giurano lo fanno in questa maniera. Versano del vino in una grande coppa di terracotta e quelli che stipulano il patto vi versano un po' del loro sangue, tagliandosi un poco col pugnale. Poi immergono in una tazza una spada, delle frecce, un'ascia e un giavellotto; poi recitano molte preghiere, infine quelli che stringono il patto e i loro testimoni bevono nella tazza (§ 70).
Il rito funebre dell'anniversario
Passato un anno dal funerale del re, gli sciti prendono i migliori tra i servi e ne strozzano cinquanta; strozzano anche cinquanta bei cavalli, ne tolgono le viscere, li puliscono, li riempiono di paglia e li ricuciono. Fanno passare per il collo dei cavalli delle travi e li montano su ruote, con le gambe che pendono per aria. Fanno montare ciascuno dei cinquanta giovani su un cavallo, dopo aver infilato in ogni cadavere un legno diritto lungo la spina dorsale fino al collo: quello che ne esce viene fissato sulla trave del cavallo. Dopo aver collocato in circolo attorno alla tomba questi cavalieri, gli sciti si allontanano (§ 72).
I bagni di vapore
Nel loro paese cresce la canapa, sia spontanea che coltivata. Gli sciti raccolgono il seme di questa pianta, si mettono sotto le coperte e poi buttano i semi su pietre roventi; questi fanno allora un gran fumo e danno un vapore caldo tale da superare quello di qualsiasi bagno di vapore greco. Gli sciti gridano per il piacere di questo vapore, che serve a loro proprio come bagno: gli sciti infatti non usano mai acqua per lavarsi il corpo. Le loro donne, poi, aggiungono ai semi di canapa aromi di cedro, cipresso e incenso, tritati con una grossa pietra (§ 75).

2 commenti:

enza ha detto...

Ciao Angela, interessanti queste notizie e anche un pochino...raccapriccianti, ma questi sono gli usi e i costumi di molti tra gli antichi popoli.

Angela ha detto...

Grazie, Enza. Certe ricerche mi costano un po' di fatica. Non c' è molto pubblicato sull' Ucraina,in internet, specie in Italiano, così mi tocca leggere in inglese e tradurre...